---PRESENTAZIONE---

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Città  di Bila  Tzerkva  ed  il fiume  Ros

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"Non rimandare a domani il bene che puoi fare oggi, perchè forse
domani  non  avrai  più  tempo"                (Don Bosco)

 

 

 

 

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"Ogni  goccia d'acqua  bagna  e  nutre ogni filo d'erba" (Proverbio Cinese)

 

" UKRAINE  -  ITALY  -  ASSOCIATION.  IT "

IL  PONTE

 

BENVENUTI  ----              DOBRO  POJIALOVAT..!

 

Nel luglio 2003,  con un bus di linea che svolgeva il servizio Salerno-

Kiev, ci siamo imbarcati per un viaggio spinti dalla curiosità, dal desi-

derio di conoscenza e  di  avventura, in un età non più verde.

Dopo 2 giorni di viaggio su questo bus non proprio al top del comfort,

siamo giunti  in  Kiev.

Appena giunti, ancora assonnati e provati, ci siamo guardati intorno

incuriositi e stupiti. Abbiamo trovato una città bella, solare e molto

ben curata, con palazzi maestosi e con strade e marciapiedi puliti,

con grandi parchi pieni di alberi e di verde.

L’Ucraina il cui vero nome e significato etimologico della parola, sta

per “terra  di confine” delimita  il  territorio continentale  europeo

tra Oriente ed Occidente.

Questo paese ha una superficie 2 volte più grande dell’Italia di 600.000

kmq circa, con la differenza che sul suo territorio non vi sono montagne

e il suo interno è tutto una distesa di terre,  salvo che sui confini con

la Romania –Ungheria – e la Polonia dove è presente la lunga catena

dei monti Carpazi. Così come in Crimea sono presenti dei grandi mas-

sicci montuosi. Come ben si comprende, con una popolazione di 46 milio-

ni di cittadini, la densità di abitante per chilometro quadrato è molto bas-

sa, salvo nell’approssimarsi dei grandi centri urbani. L’Ucraina possiede

il 30% di terre nere che sono tra le terre più fertili che si conoscono al

mondo. E’ ricca di fiumi e di laghi e di numerosissimi specchi d’acqua.

 

 

In questi ultimi anni però queste terre si sono spopolate sempre di più,

come è successo in Italia da noi negli anni 50-60. Lo spopolamento lo si

si  è avuto anche in  parte  allo spostamento  della  popolazione verso i

i centri  urbani  più  industrializzati. Oggi  queste terre  vengono  coltiva-

te  maggiormente da sole persone anziane, che ne ricavano un misero

reddito. Infine, lo spopolamento lo si è avuto anche per la notevole emi-

grazione di giovani donne e uomini verso i paesi dell’Europa Occidentale.

In questi ultimi anni il governo per risolvere il problema del calo delle

nascite ha concesso alle giovani coppie un premio in denaro, per ogni

bambino nato.

 

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La crisi di natalità la si è avuta   oltre che per lo sfascio economico del

paese e per l’insicurezza delle giovani coppie per il futuro, anche per

le conseguenze derivanti dalla tragedia di Chernobil.

Tuttavia, in questi ultimi anni abbiamo notato un graduale  miglioramen-

to del tenore di  vita e un discreto incremento del  Pil anche se la galop-

pante inflazione al 15% annuo,  vanifica in parte i benefici  ottenuti.

Fino a qualche anno fa, le macchine circolanti erano in gran parte delle

obsolete Mosckici o delle vecchie Zigulì; oggi è tutto un viavai di Toyota

e Wolkwagen e fuoristrada.

L’esplosione di acquisti di vetture e di beni durevoli di largo consumo è

avvenuto anche in conseguenza dell’accesso al credito al consumo, che

fino a qualche anno fa  l’Ucraina  non conosceva. L’acquisto di vetture in

questo paese, ha avuto il tasso  d'incremento più alto in Europa fino a metà

2008. Da noi viceversa è già da tempo in atto una forte crisi nelle immatrico-

lazioni. Purtroppo  oggi, nel 2009,  l'Ucraina sta  nuovamente  sprofondando

in  una  nuova  grave crisi  anni  1990. Gli stipendi  di  professori,  impiegati,

ecc.  vengono decurtati,  le fabbriche  stanno  licenziando in massa,  e la già

povera e  precaria  economia, sta  subendo  un  nuovo  durissimo  colpo.

L'Europa  e  l'Italia  in questa  occasione dovrebbero  sostenere  questo  bel-

lissimo  e generoso  popolo, in  virtù della   dedizione  di  moltissime  donne,

che lontane  dalle  proprie  famiglie, assistono  tanti  nostri connazionali  soli

ed  ammalati.

Per chi non lo sapesse, i  colori della Bandiera ucraina hanno un loro preci-

so  significato: il celeste sta per il cielo e il giallo per il campo di grano.

L’ Ucraina nello scorso secolo, è stata attraversata da immani tragedie,come

la pesante e disastrosa dominazione russa che ne  ha determinato l'espolia-

zione delle sue  risorse agricole ed alimentari.

Pochi conoscono, per esempio, la tragedia dell'  "Holodomor"    quando

negli anni 1932-33 furono   sterminati  3- 4 milioni di  ucraini   per mancan-

za  di   cibo,  ciò  dovuto  alle   criminali  direttive  impartite  da  Stalin.

Inoltre  poi,  moltissimi  ucraini  furono  inviati  nei Gulag  in  Siberia ad

opera  della famigerata  polizia  segreta  KGB   del  ministro  Beria.

L’Ucraina   ha   subito   infine  notevoli perdite umane nell’ultimo conflit-

to mondiale con migliaia di morti causati  dalle truppe di occupazione

nazista. Oltre alla tragedia  dei giorni nostri quella  di Chernobil, con morti

per  tumore dovute alle  terribili radiazioni che hanno colpito  sopratutto

anziani e bambini. La  messa al bando per tanti anni, a torto o a ragione,

dei suoi   prodotti agricoli; con il suo isolamento e l' ostracismo dei suoi

prodotti   da  parte dell’intera comunità internazionale.

Inoltre  l’Italia con l’Ucraina ha tante cose in comune che  la  legano, che

forse  pochi conoscono.

Come la bella Chiesa di Sant’Andrea in Kiev ideata e progettata nell’anno

1747 dall’ architetto italiano Bartolomeo Rastrelli.

L’avventura di 18.000 soldati italiani che nell’anno 1855 con al comando il ge-

nerale Alfonso La Marmora furono inviati in Crimea dall’allora presidente

del consiglio del Regno di Sardegna Conte Benso di Cavour. Molti di essi peri-

rono non solo sul campo di battaglia, ma sopratutto per le malattie ed il colera.

Molti superstiti non riuscendo a ritornare in patria rimasero laggiù sposando e

formando delle famiglie con donne del luogo.

Quel gruppo fu ancora decimato per volere di Stalin a metà anni trenta-qua

ranta. Molti di loro e i loro figli furono inviati in Kazakistan e in Siberia, solo

perchè  italiani  venivano  considerati  dei  fascisti. Pochi  fecero  ritorno alle

loro  case. Molti  di  loro morirono  per gli  stenti, il freddo  e  la fame.

Oggi in quelle terre di Crimea, nelle Città di Kerc e Sinforopoli sopravvivo-

no dei pronipoti di quegli italiani, dimenticati dall’Italia. Un' ultima considera-

zione, con l’emigrazione avvenuta negli ultimi anni di tante giovani donne

ucraine verso l’ Italia per lavoro, si sono create tante nuove unioni tra molte

di esse e degli italiani. Si  è  creata  così  una nuova  comunità di nostri

connazionali che vivono e si spostano tutto l’anno tra l’Italia e l’Ucraina,

ciò non farà altro che arrecare del bene, creando più proficue e migliori rela-

lazioni di conoscenza, amicizia  e  solidarietà tra i nostri due Popoli.